La Pizza “idratata” ha il gusto della tradizione! Mangiare una pizza così è come saltare indietro nel tempo e sentire i sapori di casa e  quelli delle pizzerie da “passeggio”, dove la pizza si vendeva a tranci (ma quadrati non a spicchi!!).

Quando la pizza si cuoceva nelle teglie di acciaio che ormai erano scurite dall’uso e l’olio sul fondo rendeva la base un po’ croccante, ma soprattutto DELIZIOSA!! Quante volte abbiamo passeggiato per le strade di Salerno con un “pezzotto” di pizza tra le mani assaporandola come se fosse la cosa più buona al mondo…

Ringrazio mia cugina Daniela, di Bologna, che mi ha fatto scoprire questa ricetta e anche se le prime volte ho combattuto parecchio per riuscire a stenderla, ora ho capito il trucco e sono pronta a condividerla con voi.

Ecco a voi la pizza idratata: il gusto della tradizione

Ingredienti per 6 persone (non troppo affamate!)

  • 375 gr di farina Manitoba
  • 375 gr di farina 00
  • 600 ml di acqua tiepida
  • 1 cubetto di lievito di birra o una bustina di disidratato
  • 2 cucchiaio di olio
  • 1 cucchiaino di zucchero (due se usate il lievito disidratato)
  • 3 cucchiaini di sale
  • 1 pelato piccolo
  • 400 gr di fiordilatte o mozzarella

Procedimento

Impastate le due farine con il lievito già sciolto in poca acqua, il resto dell’acqua, l’olio, il sale e lo zucchero (che aiuterà la lievitazione). Io preferisco usare sempre la mia Kenwood, ma anche a mano viene benissimo. L’unico particolare è che, essendoci una buona quantità di acqua (da qui la definizione di piazza idratata), sarà più facile lavorarla con una cucchiarella di legno. La lavorazione deve durare qualche minuto e il risultato sarà un impasto molto umido ed elastico.

Lasciate lievitare per circa tre ore (ma io che sono “frettella” mi sono accontentata di due).

Dopo questa lievitazione, l’impasto andrà lavorato velocemente solo con il tarocco (utensile da cucina realizzato in plastica o silicone e dalla forma rettangolare o a goccia, che viene impiegato in cucina per tagliare gli impasti, solitamente quelli morbidi, e raschiare i recipienti). Con questo magico strumento, lasciate scivolare metà dell’impasto sulla teglia del forno, prima accuratamente unta (non usate carta forno perché sarebbe impossibile stenderla. L’altra metà la potete stendere in un’altra teglia o in due più piccole.

 

Teglie per la pizza "idratata"
Teglie per la pizza “idratata”

L’operazione di stesura è quella più delicata,

perché come dicevamo l’impasto è umido e appiccicoso, quindi il segreto sta nell’ungersi le mani; poi si comincia ad appiattire delicatamente l’impasto per dare uno spessore omogeneo occupando tutta la teglia a disposizione.

Fatto questo si lascia lievitare ancora un’ora. Questa è la fase più bella, perché sotto i vostri occhi vedrete l’impasto cresce e le bolle formarsi.

Bolle della lievitazione della pizza "idratata"
Bolle della lievitazione della pizza “idratata”

Durante la seconda lievitazione,

accendete il forno a 240°/250° ventilato, tagliate la mozzarella a dadini e preparate il pomodoro come meglio preferite. Io taglio la mozzarella a cubetti piccolissimi e il pelato lo frullo (perché ai miei figli non piacciono i pezzi) e lo condisco con olio, sale e origano.

Trascorsa l’ora si condisce con la mozzare sulla base e il pomodoro a copertura. A me piace anche il Parmigiano sopra e quindi spolverizzo.

Pizza "idratata" pronta per il forno
Pizza “idratata” pronta per il forno

Inforno a temperatura raggiunta per circa 15 minuti, nel ripiano più basso. Le due teglie separate hanno voluto qualche minuto in più ed è stato necessario invertirne la posizione a metà cottura. Sfornate, lasciate riposare un paio di minuti per facilitare il taglio. Assaporate ad occhi chiusi e accompagnate con una buona birra (io adoro quella non filtrata!).